Equity crowdfunding e crowd economy sono il futuro per le startup energetiche

Fonte: crowdfundingbuzz.it

L’Osservatorio Innov-E 2015 curato da I-Com rileva una forte crescita delle startup energetiche e un futuro legato a equity crowdfunding e crowd economy

Equity crowdfuning e green economy

Dagli impianti di produzione alle case dei consumatori: è questa la traiettoria che l’innovazione energetica sta seguendo nei Paesi più sviluppati e anche in Italia. Ruolo sempre più attivo della domanda, nuove forme di partecipazione al consumo, ma anche alla produzione, e centralità delle applicazioni ICT sono gli stilemi di un futuro sempre più prossimo, che chiama le imprese a rivisitare i propri modelli di business in chiave digitale.

Sono questi i temi affrontati all’interno di Innov-E, il rinnovato Osservatorio sull’Innovazione Energetica di I-Com (Istituto per la Competitività), e discussi oggi alla presenza dei  principali operatori del mercato energetico, delle associazioni dei consumatori e delle istituzioni. L’edizione 2015 del rapporto è curata da Antonio Sileo, direttore dell’Osservatorio Innov-E, ed è realizzata con la collaborazione di  Axpo,  CESI, Edison, ENEL, Engie, E.On, Innowatio e Terna.

Le start-up energetiche dimostrano una capacità di sopravvivenza in linea o di poco inferiore al complesso delle altre start-up: a maggio 2015, il tasso di mortalità si attestava su un 7,5% (9% per le altre). Il tasso di natalità ha registrato picchi fino al 40% per le start-up energetiche attive in ambito industriale. Il settore dei servizi, più popolato in termini assoluti, vede invece la natalità al 20% circa

La dimensione è l’aspetto di maggiore criticità: solo il 30% delle aziende che hanno presentato il bilancio dichiara un fatturato superiore a 100.000 euro. Solo il 2% ha più di 10 addetti (per l’insieme di tutte le start up questo dato è pari al 4%)

Dal punto di vista della domanda, si passa dal Consumer al Prosumer: non più semplici consumatori ma soggetti attivi, a volte anche produttori.

I-Com rileva come il contesto attuale – caratterizzato da bassa domanda e dalla diffusione crescente di fonti di produzione spesso rinnovabili sparse sul territorio – stia determinando un profondo cambiamento anche nei desideri e nei comportamenti dei consumatori.  Secondo il rapporto, emergono diversi nuovi  trend, quali:

  • Forme di consumo condiviso: dai gruppi di acquisto alle energy community, i consumatori scelgono di mettersi insieme per spuntare condizioni più vantaggiose sul mercato;
  • Equity crowdfunding: in Italia è ancora agli inizi, ma esistono già 2 piattaforme dedicate al settore energia. Le potenzialità sono interessanti soprattutto per le start-up: il consumatore finanzia e diventa socio, l’azienda raccoglie capitali a costi ridotti e al contempo aumenta le ricadute economiche sul territorio, innescando processi partecipativi;
  • Le utility sono destinate a trasformarsi da (semplici) fornitori di energia a (strutturati) provider di un ventaglio di servizi a crescente valore aggiunto. L’energia diventa così un piattaforma attraverso cui passano prodotti diversi, accessibili tramite App, comunicati attraverso i social network e fruibili anche attraverso iniziative di gamification (es. App per la promozione  di  efficienza energetica, legate a competizioni tra clienti).