La via per il successo

Fonte: Lazio Innova

Thibaut Rouffineau, cofondatore e CEO della startup Curb,è stato protagonista dell’incontro Building your startup (and your dev team)  like a multinational! svoltosi il 25 maggio presso la sede TIM#WCAP di Roma.

Gli abbiamo rivolto alcune domande.

Per la versione inglese dell’intervista clicca qui.

Tu parli di come trovare la strada per il successo. Ma, innanzitutto, perché costruire una startup? Quali sono i motivi necessari per cominciare?

È la domanda da un milione di dollari! O, meglio, la domanda da qualche migliaio di euro di debito. Molte persone hanno bisogno di costruire e imparare. E creare una startup è un’esperienza fantastica in questo senso. I costi di un fallimento sono così calati che molta gente ora si dà una possibilità. Magari il tuo lavoro è noioso, non rende abbastanza, e vuoi cambiare in un modo o nell’altro. Ci sono milioni di ragioni per aprire una startup, tutte allo stesso modo ragionevoli. Io però consiglio di non andare completamente alla cieca. Ci sono molte cose da programmare prima di cominciare l’avventura. Come pensi di vivere (non sopravvivere) per tutta la durata del progetto? Qual è la tua rete di supporto? Chi è il tuo primo cliente? Fai il grande salto solo quando hai la risposta a tutte queste domande.

Hai più volte sottolineato, negli ultimi anni, l’importanza del paradigma “mobile first”. Qual è la situazione oggi? Quante imprese sono consapevoli dell’importanza del mobile?

La consapevolezza è cresciuta tra le startup e le imprese ma ancora molta gente si stupisce dalla quantità di traffico che arriva ai loro siti da smartphone e tablet. Secondo me tutta la filosofia del “mobile first” è cambiata da “hai bisogno di ideare e realizzare il tuo progetto innanzitutto per il mobile” a “qualunque prodotto tu stia per realizzare… qualcuno userà il tuo prodotto da mobile”. Le imprese hanno appena cominciato a capire che il mobile non è la versione light del web. È una versione full on che devi essere capace di associare a guadagni incrementali più piccoli. Un buon esempio è il caso delle persone che guardano film su mobile.  Stanno guardando un film, non un film per mobile! Quindi bisogna essere pronti a rinforzare la vostra offerta mobile, non a semplificarla fino a banalizzarla.

Regno Unito, Francia, Italia. Pensi che sia possibile parlare di un ecosistema europeo delle startup”? Quali sono le principali differenze tra questi paesi?

Non direi che oggi esiste un ecosistema europeo delle startup. Raramente startup provenienti da vari paesi sono in concorrenza diretta tra loro nei mercati europei. La maggior parte di loro tendono ad andare negli Stati Uniti, per ragioni di scala, dopo aver conquistato il loro mercato locale. La maggior parte delle startup sono ancora isolate e tendono a seguire le notizie sulle startup nel loro paese e negli Stati Uniti, piuttosto che scoprire che cosa accade in Europa. Londra ha sicuramente un respiro internazionale, ma è soprattutto una capitale finanziaria d’Europa, un ponte tra Stati Uniti ed Europa e un hub di talenti provenienti da tutta Europa (e non solo). Parigi in realtà non rientra in questo schema e le startup francesi sono in maggior parte franco-americane, e guardano alle opportunità di business oltre Atlantico piuttosto che in Europa. Le Startup italiane seguono entrambi i modelli: alcune “passano” per Londra e poi vanno negli Stati Uniti, alcuni vanno direttamente negli Usa. A Londra c’è anche grande spazio per i talenti tecnologici (che è un altro modo per dire questi talenti mancano) mentre Francia e Italia ne hanno probabilmente anche troppi. Questo porta a dinamiche interessanti, perché le startup inglesi e americane vengono a scovare talenti in Francia e Italia in quanto possono offrire salari molto più alti.

C’è oggi una startup a una app che trovi particolarmente rivoluzionaria?

Ovviamente Curb (http://curbhq.com)! (Se non credessi nella mia startup nessun altro lo farebbe!) Rendiamo più semplice vivere una vita più sana! Siamo ancora in una fase inziale ma molto promettente. Potete provare direttamente.

C’è qualche Paese emergente che trovi particolarmente interessante? In Europa e fuori Europa.

Sono sempre stato molto interessato agli sviluppi in tutta l’Africa, ma in questo momento mi manca il tempo per seguire la situazione. Il mix di mancanza di infrastrutture e di un sistema normativo che sostenga l’innovazione sta portando una serie di incredibili nuovi servizi mobili per la salute, il pagamento, crowdfunding … Tutto cose di cui sentite parlare qui in Europa, ma mancano davvero servizi concreti che possano essere utilizzati tutti i giorni da persone normali, non dalle masse. La corruzione è – sorprendentemente – un grande driver per i servizi di telefonia mobile. Credo che l’Europa debba trovare ispirazione da questo per ripensare la propria legislazione ai servizi finanziari e sanitari mobili per i prossimi anni.

Cosa ci sarà di nuovo? Quale sarà la grande novità dopo il mobile?

Potrei tirare a sorte su una di queste:

Fintech: sostituirei banchieri malvagi con servizi automatizzati più equi e trasparenti?

Internet delle cose: sostituzione dei protocolli di comunicazione vecchio stile con quelli più semplici per rendere ogni oggetto accessibile attraverso il web?

Macchine auto guidanti: sostituire guidatori maleducati con altri più educati e bravi?

Uso pervasivo di AI (Artificial Intelligence): sostituzione degli algoritmi muti (logica binaria nelle app) con altri più intelligenti?

Il mobile è stato una piattaforma, una tecnologia abilitante che ha permesso il fiorire di nuovi servizi e che ha toccato tutti. E che è difficile da replicare. Ci sono una serie di tecnologie attualmente in lotta per il titolo nella finanza (cripto-valuta) e il trasporto (robot, droni, auto veicolo di guida). Ma personalmente cercherei nella tecnologia indossabile e nella realtà aumentata, qualcosa a metà tra salute e medicina, la prossima rivoluzione nel modo in cui viviamo la nostra vita quotidiana.