DEFINIZIONE DI STARTUP A VOCAZIONE SOCIALE E INCUBATORE CERTIFICATO

La startup a vocazione sociale possiede tutti i requisiti delle startup innovative e opera nei settori individuati dalla disciplina dell’impresa sociale (Decreto Legislativo 155/2006, art. 2 comma 1).  I settori individuati sono quelli dell’assistenza sociale; dell’assistenza sanitaria; dell’educazione, istruzione e formazione; della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; della raccolta dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi; della valorizzazione del patrimonio culturale; del turismo sociale; della formazione universitaria e post-universitaria; della ricerca ed erogazione di servizi culturali; della formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica ed al successo scolastico e formativo.

La Circolare 3677/C emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico il 20 gennaio 2015 ha introdotto una nuova procedura – estremamente agile e flessibile, fondata sulla rendicontazione dell’impatto sociale, sulla trasparenza e sul controllo diffuso delle informazioni – per il riconoscimento delle startup innovative a vocazione sociale. Contestualmente, per meglio accompagnare l’utente nella fruizione della nuova procedura, il Ministero ha pubblicato la “Guida per la redazione del Documento di Descrizione di Impatto Sociale“, frutto di una collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con diversi attori dell’imprenditoria sociale.

L’incubatore certificato deve soddisfare alcuni requisiti specifici relativi ai locali, al management, alle attrezzature e, soprattutto, deve dimostrare comprovata esperienza nelle attività di sostegno all’avvio di imprese innovative. In questo modo la legge mira a individuare e valorizzare le strutture che offrono realmente ed efficacemente servizi di incubazione a nuove imprese innovative ad alto valore tecnologico. Gli incubatori certificati beneficiano di alcune delle agevolazioni previste per le startup innovative (costituzione societaria mediate modello standard tipizzato; esonero da diritti camerali e imposte di bollo; possibilità di adottare piani di incentivazione in equity per dipendenti e collaboratori esterni; credito d’imposta per le assunzioni di personale altamente qualificato; accesso semplificato e gratuito al Fondo Centrale di Garanzia).

Le startup innovative e gli incubatori certificati devono registrarsi nelle rispettive sezioni speciali del Registro delle imprese (startup; incubatori) create ad hoc presso le Camere di Commercio.

L’iscrizione avviene trasmettendo in via telematica alla Camera di Commercio territorialmente competente una dichiarazione di autocertificazione di possesso dei requisiti su esposti. Questa flessibilità “in entrata” è bilanciata da due contrappesi: i controlli ex post effettuati dalle autorità competenti sull’effettivo possesso dei requisiti previsti; l’obbligo di aggiornare su base semestrale (scadenze 30 giugno e 31 dicembre) i dati forniti al momento dell’iscrizione nella sezione speciale, e di confermare una volta l’anno, contestualmente a uno dei due adempimenti semestrali, il possesso dei requisiti, pena la perdita dello status speciale e delle agevolazioni correlate (per approfondimenti è possibile consultare la circolare N. 3672/C emessa dal Ministero dello Sviluppo Economico il 29 agosto 2014). Tali dati riguardano in via principale la tipologia di attività condotta, con particolare riferimento agli elementi caratterizzanti relativi all’innovazione tecnologica. Il registro speciale delle startup innovative viene reso pubblico in formato elettronico e aggiornato su base settimanale dal sistema camerale, in modo da dare pubblicità, favorire il monitoraggio diffuso e un dibattito qualificato e oggettivo sull’impatto che la nuova normativa avrà sulla crescita economica, l’occupazione e l’innovazione.